Mondo sviato, mondo mercato

Tornare in quella stanza schiacciato dai ricordi e menomato dalle emozioni, perdendomi nel profumo della pioggia e nel forte – assordante – rumore di un cuore bianco spento nell’inchiostro, come una cicca di sigaretta immersa in una vena grondante vita. Ti guardi indietro e sai che oramai è finito, finito del tutto. E’ finito quel tempo in cui guardavi sognante le stelle una notte intera, è finito quel tempo in cui mangiavi pane e sogni, quel tempo in cui guardare dal vetro la pioggia era il passatempo preferito, accantonato in un angolo – abbandonato a te stesso.

Un inchino di luna a porgere il sipario color latte macchiato, profumato di seta ruvida e di graffi. Guardare ogni angolo e trovarci una goccia di sangue, una goccia di sorriso, una goccia di cenere. Un mondo finito e terminato, che lascia il posto ad un orribile senso di nulla – discussioni, discussioni, discussioni. Senso della vita incompiuto. Parole, lamentele, parole. Pianti, lamentele, parole. Stanchezza di ossimori non più compresi, metastatiche addizioni di superuomo.

Pianti e pianti e pianti ancora. Se solo avessi tra le mani la lampada infrarossi, vedrei un muro pieno di parole, di grida di aiuto e di preghiere urlate all’inverosimile.

Dove siete, voi che mi tormentavate? Sono diventato troppo arido persino per voi? Rimandavo il grigio, ora me ne vesto. Una vita fatta di parole e corse, ascoltare lamentele perdute – guardare nel vuoto nel frattempo.

Insensibile, dicono.

Incalcolabile, dico io.

Tanto è tutto finto. E tutto quello che da piccoli è speciale, da grandi è insensibilità. Morte. Egoismo.Egocentrismo.

Continui a fissare nel nulla gli occhi di chi si lamenta. Ti chiedi che suono abbia il suo respiro, come possiate essere così simili. Come possiate essere appartenenti alla stessa specie. Essere, esistere, respirare, appartenere. Litigare, bisticciare, perdere vita, perdere parole, perdere amore – vola via mio piccolo cucciolo. Vola in lidi sinceri, nascosto da chi ti vuole uccidere, nasconditi da queste onomatopee di grigio.

Cicche nelle vene, cicche nel fiume, cicche nella stanza.

Un odore di fumo.

Sei tornata?

No, è solo un ricordo.

Svanito.

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