Parole Verdi

Se solo avessi le parole per dirti quanto ti sento lontano, quante galassie percepiamo ci sono tra noi, quanto il tendere la mano dentro un fiume di lame acuminate ci dia goduria e -insieme- dolore. Queste note che diventano parole e poi nuvole e poi aris che entra e schianta i polmoni dall’interno, infilando dita emotive sulle pareti umide di ricordi. Lume di occhi fiochi, molto debole, cerca il fuoco nell’ardore. Mani tese allo spasmo, i muscoli contratti, ogni fibra urla il desiderio di congiungersi con l’altra, sospesi tra due corde parallele ed un sogno di libertà – una mano di vernice e tutto passa. Ingoiare il rospo, sorridere e stupirsi delle ragnatele. Questo posso farlo, ma non posso fare il pittore, non posso disegnare silenzi né mani di bambino. Disegnerei mani di donna conficcate nel cuore di una parola, strangolata.

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