La cosa brutta, per le persone come me, è che il passato nonlo dimentichi, non sparisce. Rimane lì, in agguato, immobile come una mantide ed altrettanto letale nel coglierti impreparato davanti a qualsiasi attimo di debolezza. E tu sei nel tuo bozzolo di ghiaccio, immobile per paura di far rumore, per paura di farti sentire – per paura di Esistere. Il respiro crepita e ne sei terrorizzato, ogni vetro appannato è una vita in un buco nero. Le mani rannicchiate al busto, disperato tentativo di essere ciò che sei, non chi Ella vuole che tu sia. Ed è difficile, maledettamente difficile. Come questo Zibaldone di Paura, difficile al punto da graffiare il viso con del calore bollente. Difficile al punto da far partorire Dolore agli occhi. Lasciami stare, te lo voglio urlare. Lo urlo alla grammatica, all’ordine, alla poesia, alla prosa, ai veleni ed ai sorrisi, a chiunque abbia voglia di ascoltare i lamenti di un bozzolo trasparente come l’aria.
Necessito sangue più di quanto necessiti aria, oramai.
Sono solo un povero vampiro assetato di Vita, dannato dal suo stesso essere profondo come un pozzo senza fondo.

Cosa succederà quando sarò troppo vecchio per poter esprimere questi pensieri?
Non voglio pensarci.
Eppure lo faccio.

RIP.

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