No why

Mi ribello. Mi ribello a questo arcobaleno discendente di distruzione. Mi ribello al trucco usato per nascondere gli occhi. Mi ribello agli occhi che guardano piangendo la luna. Mi ribello come questa finissima pioggia che si inerpica tra le crepe di ogni orgoglio e che ardentemente invidio.
Ho perso voi e tutto ciò che mi teneva legato a quel mondo e mi sono tuffato in questo nuovo torrente senza preoccuparmi di imparare come si annega. Vi ho perso e non c’è goccia di questa pioggia che non urli tutto il mio dolore.
Quand’ero chiuso in bottiglia avevo il conforto delle palpebre, tende di teatro a rimarcare la fine dello spettacolo. Ma ora la rappresentazione è finita da tempo ed aspre sono le gocce dell’anima versata. Mi lascio fissarla ticchettare inesorabile, mentre mi cingo di immaginaria felicità per un numero o una persona. Cerco un lago dove rimirarmi, affinché possa vedere il riflesso di ciò che fui; ma gli occhi sono vuoti, ed è tetro il gioviale suono che da essi giunge.

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