Conoscere la gente, scavare fino a che non sanguinino le dita, ha sempre rappresentato una via di fuga. Non puoi farti colpire da ciò che conosci così perfettamente. Si arriva persino alla banalità, scavando, perché la  vera tristezza è che ogni goccia è simile all’altra se non usa del tempo a riflettersi in quella vicina. 
Quanto tempo ho dedicato alla conoscenza di ciò? Davvero, sembrano passati millenni da quando discorrevo con Voi della natura delle persone. Quanto mi mancano quegli attimi, ma mi sono serviti, davvero tanto. 
Che poi, questo crescere, appiattisce sempre di più i monti e le valli, creando un unico deserto di urla ed imprecazioni.

La mia paura più grande sta diventando crescere, l’essere un pesce fuor d’acqua. Finirò a fare la medusa. 
Più passa il tempo, più tutto diventa scontato, nessuno è più particolare. Qualsiasi cosa tu sia/faccia, è già vista, già sentita, già osservata. Tutto diventa mera ripetizione, banalità, anche il pozzo più profondo dentro al quale la luna sceglie di affogare, non è altro che un buco come tanti. 

Magari tutti si affacciassero, magari.

Una Risposta to “”

  1. Bevi dal pozzo nel quale la luna sceglie di affogare -affoga anche tu, se necessario; ne scoprirai la dolcezza. La bellezza non sceglie come tomba un buco qualunque. Mai.

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