Le persone non smettono mai di deludermi, né di annoiarmi. Quante volte si vedono finzioni, inganni, soperchierie – non verso gli altri, quelle sembrano dannatamente instillate nelle corde di ognuno di noi – ma verso se stessi. Penso ai tuoi occhi, a tutte le bugie che dicevi a te stessa. O ai suoi, ai mille inganni che tesseva pur di non incontrarsi.
Mi disgustate, seppur vi sono amico, poiché in tutti c’è qualcosa di buono. Eppure, la vita sembra volermi smentire. Sembra volermi far notare che nella gente c’è solo finzione, voler essere, dare tutto per scontato. Ridicolo ammasso di voluttà cerebralmente instabili, tic emotivi, spasmi di vita reale. Per quanto io corra, ritorno sempre al disgusto per voi.
Fuggiamo tutti da noi stessi, in questo tunnel mefitico, pestando fango ed i fiori che da esso sbocciano, senza notare che, fermandoci a riflettere, potremmo cogliere quale direzione è la migliore da prendere.

Ricordo l’immagine del sole come vitello partorito dal mare, la metafora più bella che io abbia mai sentito. Immagino sempre che questa tristezza sia disegnata da matite immaginarie, frutto delle palpebre socchiuse – occhi che rifiutano di bere dal mare della vita. Non riuscirei mai a pensare nulla di più poetico di un pensiero che si fa uomo per amore.

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