“She never told a lie
Well might’ve told a lie
But never lived one”

Guardare la nave da lontano risultava piacevole, quasi come osservare un Rembrandt. Il senso delle linee, la spontanea armonia con la quale galleggiava rendevano quell’enorme ammasso d’acciaio e speranze così intrigante da intimare la mia presenza a bordo. Non si sforzava d’essere leggera.
Mi avevano proposto un ruolo di timoniere, invece sono un semplice passeggero.
Eppure, da quando sono salito, guardo questo mare in tempesta dall’oblò, chiedendomi quale follia mi chiuse gli occhi al punto da percorrere quelle scale.

Il primo scalino fu per te, che mi guardi ancora dall’alto.
Il secondo fu per te, che a distanza lasci scorrere le nostre vite parallele.
Il terzo è per te, che respiri la mia stessa aria.

Il quarto…
Sì, il quarto era per me. E fu il più doloroso da percorrere. 

Costò molto l’avere la mente così aperta, una pugnalata ad ogni respiro sommesso. Una freccia negli occhi ad ogni sguardo.
Un marchio a bruciapelo sulla pelle dell’anima già escoriata.

Fermate la nave. 

Voglio scendere.

E il cielo, incurante, mi guarda comunicandomi la sua vicinanza. Piango lanciando lacrime verso le nuvole.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: