“I feel like shit, but at least I feel something.”

E’ da molto oramai che vivo in una bolla di felicità, una bolla artificiale costruita ad hoc per poterci vivere nella maniera più confortevole possibile. 
E sono davvero felice – lo sono davvero.

Eppure.

Ogni passo nel mondo del mio passato è ricolmo di lacrime e posato su carboni ardenti. Ogni volta che guardo la luna sembra che mi incolpi di qualcosa, senza mai togliersi la veste per lasciarsi osservare nella sua nuda bellezza. Ascolto le parole degli alberi e delle foglie cadute sull’asfalto: sembrano divertirsi nell’essere uccise con lama di vento per poi essere portate nei più lontani luoghi… Nessuno sembra avere parole di conforto, però.

Ma conforto per cosa, dopotutto ? 
Non so cosa sto cercando, non so come trovarlo. Quando la bolla si infrangerà mi ritroverò di nuovo al centro del labirinto, forse sperando d’incontrare il minotauro. 
Per il momento vago in questo mare, forse dimenticandomi che una volta, sapendo perfettamente nuotare, sopravvivere non avrebbe comportato tutta questa fatica.

Sì, forse sì.

 

 

Una lacrima di nuvola nel cielo, piccola emozione fatta di vapore.

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