ImaginationLand

Il problema vero è che non esiste un vero problema.
Sere d’estate, tanto a lungo attese e finalmente giunte. Cullato da una luna che cola da uno squarcio di nuvole e bagna i miei capelli, scivolo come una montagna russa tra le onde delle galassie, immaginando tutto ciò com’è stato e come volevo che fosse. Sento il profumo d’alberi e d’erba appena tagliata, vagando tra le fragranze dei fiori, tentando di riconoscerne il più possibile, come ad afferrare le lucciole col retino.
Ti immagino sensuale, muoverti felina attorno al mio corpo legato al baldacchino. Non c’era bisogno di opporsi, era una danza che conoscevamo a memoria e che ci faceva grondare bava alla bocca, cani rabbiosi in attesa di una frenetica lotta che sarebbe durata a lungo – ma sempre troppo breve.
Mi fissavi mordendomi con gli occhi, non c’era altro che desiderio in quelle movenze così lentamente studiate eppure sentite. Era tutto nuovo per te, eppure l’istinto ti guidava naturalmente a possedermi.
Non c’era spazio per troppi giochi.
Non ce n’è mai stato.

Sere d’estate, tanto a lungo attese, tanto a lungo temute.

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