Maschere, maschere, tonnellate di maschere intenzionate a fingere che la realtà sia ciò che vorremmo che fosse, come sempre.

Non riesco a dare un perché alla mia attrazione verso chi ha dei problemi mentali. Forse, semplicemente, vorrei tanto essere come loro. Avrei scuse, tante scuse, e forse meno rimpianti; meno pensieri, meno lacrime.
Boccheggio sulle note di questo pianoforte, la bava alla bocca: sto incassando una serie di pugni ben assestati, di un pugile allenato e preciso, con gli occhi affilati di un gatto che punta la preda. Gli occhi cercano, vagano intorno per cercare una luce. Colpi su colpi, conati di vomito e brividi sulla schiena.
Non ci sono scuse, non ci sono motivi, non ci sono problemi: non ci sono soluzioni. Colpi sulla bocca dello stomaco.
Non esiste una tana dentro cui rifugiarsi, un interstizio inesplorato di una mente bucata dove ficcare la propria anima piangente. Colpo diretto sul cuore.

Una vita di marionette, una fiction dove a decidere le battute dei vari artisti sono io. Essenti assenti.
Mi mancano respiri, mi mancano viadotti di felicità compres(s)a. Mi mancano pensieri, sublimi nuvole da mordere come zucchero filato. Mi spengo per scrivere, in attesa di qualcosa che non arriva mai.

Non basterebbe una vita a narrare tutta la fiducia che ho versato dentro rubinetti aperti.
E tu, tu che volevi conoscermi. Tu che credevi che in me ci fosse qualcosa di anche solo decentemente apprezzabile.
Tu sei finita assieme a tutto il resto, come faremo tutti noi. Dio, quanto mi manchi.
Per favore, dimmi che sei esistita davvero, non posso sopportare di non ricordare più la tua voce. E sono troppo codardo per uccidermi, perciò mi lascio consumare da queste inutili lacrime che percorrono solchi oramai ben consolidati. Non l’ho mai superata davvero, l’intricato complesso di menzogne e lacrime, e se domani probabilmente mi pentirò di averlo ammesso così, non mi interessa.

Tuona, dentro.
Fumo, fuori.

Dimmi che ancora mi capisci, come facevi una volta. Lo facevi, vero ? Mi manchi come al sole d’inverno le brezze di primavera.

Ottobre.

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