Sono affacciato all’oblò di una nave che beccheggia, ascoltando i mormorii di persone che la vita sanno viverla per davvero. Possibilità, possibilità, possibilità, un cumulo di possibilità, ossessionato dal vincere il jackpot della realizzazione.
Batto sul vetro, chiedo parole. L’aria pura mi sta soffocando. E quei pugni sul vetro non hanno la convinzione che avevano una volta.
Sussurro credenze e vagheggio storie di verità rivelate, di persone carine e sorridenti, di corse nei giardini carichi di rose, e danzo dentro un tornado cantando, urlando la voglia.
Quella voglia, quella.
E lascio che le illusioni sfilino in una lunga processione fuori dai miei occhi, passivo, come l’acqua che si schianta sul parabrezza e che viene pulita, gettata, via.

Una Risposta to “”

  1. Brikelos Says:

    Quando comincierai a pensare alle cascate ed alle rocce, ritroverai il volo dei pesci, delle sirene e della follia.
    Presto.

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