No, questa volta no. Questa volta non credo di meritare queste lacrime che mi rigano un volto già alterato dalla malattia. Questa volta, semplicemente, mi sento un bambino, e il peso del ricordo della vita vissuta davvero è forse più doloroso del sapere che si è smesso di vivere da tanto tempo.
Quando qualcuno troverà  il coraggio e la voglia di conoscermi – conoscermi davvero ?

In questo momento vorrei avere la certezza di un Dio che mi aiuti. Vorrei avere una certezza, una qualsiasi.
Darei qualsiasi cosa per una certezza. E il vuoto non lascia ferite, ma solo altro vuoto.
Non merito tutta questa cattiveria, non merito questo peso, ma posso lamentarmene all’infinito senza che nulla cambi. E questa è la novità, che non me ne frega assolutamente nulla.
E’ inutile negare che si sta male, quando si sta male; non si fa altro che perpetuarlo. Tutto passa, e niente è insopportabile. Specialmente se si ha la maledizione di essere forti, ma anche se si è deboli.

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