Mirror of solitude

Un posto carico di grida, di anime, di morti veloci e pianti sussurrati.
Una piazza dove bambini facevano rotolare cerchi e giocavano a pallone, litigavano e ridevano, piangevano e correvano; amori nati dietro quell’angolo, amori morti sotto quel portico, amori dissolti in quel panorama, amori costruiti su quella vetta, amori vissuti in quest’aria.
Sferza il vento, anche lui ha tanto da dire: custode fedele di millenni di storia e parole, contiene tesori inafferrabili anche al più losco dei pirati.
Affacciarsi su panorami già consumati da occhi desiderosi di conoscenza e di semplice infinito, plagiare emozioni vissute in passato forgiandole di nuove argentee decorazioni.

Caronte che trasporta le anime tra la città e la civiltà, tra la tradizione e la modernità, sotto forma di un ponte troppo trascurato nella sua immensa cura.

Vino, montagne di vino e profumo di carne per inebriarsi.

ESTASI.

Lestat

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