Smell of roses

It’s a decision for this night
out to look for chances
it is murder in my mind
darkness is what you left in me

Oggi, ho avuto l’ennesima prova dei profumi.
Potrei –dico sul serio- stare ore fermo sul balcone, in bilico in posizioni apparentemente assurde, ad osservare. Semplicemente, osservare.
Il cielo, gli alberi, le staccionate e gli uccelli che, a volte, si posano a farmi compagnia; ma, più di ogni altra cosa, le persone.
La frenetica corsa verso un traguardo che i miei miopi occhi non riescono a vedere sembra seguire, come un’ombra, le figure che vedo sfrecciarmi davanti. Non distinguo, eppure, ove sia l’anima, se in quell’ombra o se nel corpo. E quando mi aggiro tra loro – sì, loro – sento quel profumo, quell’orrida flatulenza che mi penetra fin dentro agli occhi, chiudendoli prepotentemente: l’odore di nulla. Nelle parole, negli occhi, nelle voci di questi sconosciuti, io sento il nulla, l’espressione nichilistica par excellence. Sento, a volte –troppo spesso- la disperazione, la ricerca di un qualcosa che dia senso al tutto, di quel tocco di magia capace di far dire loro “Certo, non poteva essere altrimenti. Non potevo fare altrimenti.”

Parlo con Armand, il mio amato Armand, e vedo che i desideri dell’umanità corrompono e logorano anche l’animo nobile.
Ossessioni e perfezioni riempiono colorati schemi nel nostro cervello, ripetendoci chi e cosa dobbiamo essere. E’ questa la vita?
La percezione del bene e del male, le dicotomie più banali perdono il senso e la speculazione filosofica diviene un lusso per pochi privilegiati – o sfortunati.

Ma non c’è sempre disperazione, nei loro occhi. A volte c’è il puro e semplice desiderio irrilevante, la cosa; perché null’altro è importante.
Dio? La morale ? 
L’ateo è oramai una sorta d’intellettuale paragonato alla nuova corrente che sta prendendo piede: il menefreghismo.  
Cosa importa domandarvi chi siete? Qualcuno ve lo dice quotidianamente.
E penso. O smetto di pensare. E credo, o spero, che debba essere un sogno.
Che il ventesimo ed il ventunesimo secolo siano un barlume d’immaginazione nella mente di un pazzo.
Palpitazioni.
VITA.

Io di tutto ciò non voglio più saperne niente. 
Ma l’impazienza morde.

E in un angolo, dimenticata, se ne sta seduta la bellezza. L’unica cosa davvero immutata nel mondo, resta attorno a noi.
La ragnatela tessuta dal ragno non viene devastata dall’odio di una razza in declino – solo ignorata.

 

Lestat

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