“Ho sempre creduto in quello che sono.
  E SONO.”
Hai dimenticato di prendere le tue medicine?
Errori, errori, errori, errori. Mari di errori in cui annegare senza ritegno, senza dignità.
No, almeno questo, no. La dignità ce l’ho sempre avuta.
Come si può, alla fine, vivere vedendosi riflessi in uno specchio?
Allucinante come potesse essere strano il tuo volermi vivere da fuori tentando di capire le mie emozioni. Ti ho sempre adorato per questo.
Nei tuoi occhi vi era l’alone del Sangue.
Sapevi che lo adoravo, sapevi che lo volevo.
Me l’hai posto su un piatto d’argento con lume di candela.
Maledetta.
Sapevi che non l’avrei rifiutato, vero?
Sapevi che non l’avrei mai fatto.
E’ così difficile viversi vedendosi riflessi in miliardi di frammenti di specchio.
Avevo detto uno, vero?
Ma la menzogna è sempre stata la mia passione.
Mi diverte, vedere a ciò che credete di me.
Quando, alla fine, quello che soffre sono io.

Lestat

Una Risposta to “”

  1. Brikelos Says:

    Sì, LO so.

    Anche le labbra hanno mille spacchi, eppure soffiano.
    Che denti bastardi, hai – abbiamo – mentre si corre sulla battigia.

    Questo tramonto non macchia di sangue, lo lecca – ma non lo consuma.

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