NIHIL

Ecco, ecco.
Una stanza vuota dalle pareti di bianco. Solo, esclusivamente, bianco.
In oriente, il bianco è il colore del lutto.
C’è un interruttore, sulla destra, con scritto “Disattiva”; è spostato su ON.

Tira vento in questa stanza. Non so da dove entri, ma è un vento tagliente che sferza sulle pareti come a volerle graffiare.
Graffi d’odio e di tristezza, graffi di grida e di silenzi. I silenzi, quelli sì, graffiano, e parlano il linguaggio delle foglie e del polline.
Il Vento, sembra tacere, ma la mia Luna, Selene, è sempre presente.
Armand, mi manca il nostro té.

Nihil.

Lestat

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