NATALE

Ethan Brand, nel suo turbinio di ricerca, finì per estraniarsi.
Ethan Brand che non voleva mai arrendersi.
Le nuvole possono far male.
E’ bello pensare a quelle sfere natalizie.
Fissi quei personaggi col sorriso sulle labbra. Li ami ancor prima di conoscerli.
Ami la semplicità con cui sono se stessi, ami il modo in cui trovano sempre il loro spazio in quel mondo fatto di neve, case, giardini e aria stantia.
Inizi a parlare a quelle figure, le conosci e diventano le persone più importanti della tua vita. Ogni Natale ci parli, una per una, creandoti un mondo a parte con ogni singolo elemento. Un mondo in cui credi, in cui speri, che non entri mai nessuno. Sei il signore di quei piccoli mondi, assieme all’altro personaggio, e questo nessuno può togliertelo. Speri che quell’idillio – pardon, quegli idilli, non finiscano mai. Ogni personaggio ti regala la sua visione delle Nuvole, dell’Aria, di un abbraccio. Ti immagini come sarebbe abbracciarli -e con alcuni riesci persino a farlo!- Loro hanno fiducia in te, tu vieni da Fuori, dall’Esterno. Conosci il loro mondo, lo conosci perfettamente -credi di conoscerlo!- e conosci anche cosa c’è al di fuori di loro. Li aiuti a superare ogni ostacolo che si para davanti, amando ogni singolo respiro che essi emettono.
Ma poi.
Parole.
Non con te, ma fra di loro.
Un giorno, una notte passata in bianco, decidi di andare a parlare con uno di loro. Lo trovi indaffarato, è sorpreso di vederti! Non ti aspettava a quell’ora, né a quella stagione! Non era Natale; era il Marrone a dominare, uno sfacciato Marrone che sapeva d’autunno. E’ a parlare con un altro personaggio. E tu? Tu rimani lì ad ascoltarli. Non sono più i tuoi personaggi. Esistono anche senza di te, ed hanno una vita senza di te! E parlano di come è l’erba in quel periodo, di come profuma d’estate, del colore del cielo quando non nevica e del rumore del vetro quando taglia l’aria.
Non capisci, ci provi ma non ci riesci.
Cominci a piangere, disperatamente, senza alcun ritegno o spiegazione apparente. Vuoi solo sfogare ciò che hai dentro. Picchi sul vetro -li spaventi!-, cerchi di entrare nel loro mondo, ma tu non ne fai parte. E’ in quel momento che scatta la molla. Ti accorgi che tu sei Fuori, loro sono Dentro. I vostri mondi sono divisi. Ti accorgi di aver amato con tutto te stesso qualcosa che non potevi comprendere. Lo ami ancora di più, per questo!
Ma vorresti disperatamente essere considerato in quel preciso momento, hic et nunc.
Ti fai forte delle tue conoscenze, di ciò che sai dell’Esterno, e provi ad intavolare una conversazione che non va! In quel momento non è interessante. Non sempre ciò che sai è interessante per chi conosce la propria vita. Le lacrime graffiano ed urlano sul tuo viso, come tante piccole vite che gridano d’essere vissute. Ti rassegni, accarezzi le due persone che parlano tra loro. Almeno sentiranno il tuo calore, pensi, anche quando si dimenticano che esisti, quando vivono nel loro mondo.
Non puoi esistere in tutti i mondi, e questa è la lezione più dura che hai mai dovuto apprendere.
Ma tu non volevi essere in tutti i mondi. Tu volevi essere solamente il mondo di una persona, capirla profondamente e saper essere come lei.
Ma tu sei tu.
E quando cerchi di essere qualcun altro,  altro non compi che un’aberrazione per Madre Natura. Loro avranno sempre il tuo amore, il tuo calore,  la tua Anima -gliel’hai donata in cambio dei loro sorrisi! Ma tu, tu dovrai trovare un mondo che sia il tuo, con persone le cui mani non siano di resina.

Scatti d’inerzia in una notte insonne.
Le 3 in punto. Aspetto visite.
Vieni, ti aspetto a braccia aperte.
Meglio morto che solo

Lestat.

Una Risposta to “NATALE”

  1. é bellissimo sentir parlare così il mio bambino.

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