Scalata

Alla fine della pianura trovai un bivio, una strada in discesa ed una in salita. Presi a riflettere. Capii che ero un ramingo, non mi riusciva di stare fermo sulla pianura. Decisi di incamminarmi per il monte. E piansi. Piansi perché sapevo che la strada che avevo intrapreso mi avrebbe portato non altro che la solitudine dell’altezza, la stanchezza del non potersi fermare, ma chi è della mia specie non si sottrae a tale sfida. Incominciai il cammino, che non sembrava molto tortuoso all’inizio, ma mai supposizione fu più errata. Mi immersi nella natura e mi parse di percepire il dolce sentore della libertà e della conoscenza che mi si parava innanzi. La strada sembrava semplice, ogni mio passo era sicuro e ben ponderato. Mentre camminavo pensavo: “Avrò mai pace durante questa salita? Possibile che la mia vita sia così piena di sacrifici?” Mille pensieri mi attanagliavano la mente, quando, vedendo un uomo discendere correndo lungo il sentiero, spaventato per ciò che aveva visto, così parlai al mio cuore “forse io voglio salire fino alla vetta, per poi patire le conseguenze della conoscenza. Forse è davvero questo che vado ricercando con così grande affanno
Continuando il mio cammino, mi accorsi che iniziò a grandinare… Sentivo ogni singolo granello venirmi contro e infrangersi contro il mio viso, provocando un suono aspro, colmo di rabbia, quasi volesse impedirmi di salire. E forse era proprio così. La natura ci ha preposto dei limiti che non dovremmo mai nemmeno appropinquarci a superare.

Ricordai le parole di un saggio scrittore che parevano descrivermi appieno in quelle circostanze:
“Folle, ricco d’amore, ebbro di confidenza! Ma tu sei sempre stato così; ti sei sempre avvicinato con fiducia a tutte le cose paurose”
Decisi di fermarmi a riposare. Alzai lo sguardo per fissare il cielo plumbeo e carico sopra la mia testa e a stento riuscivo a tenere gli occhi fissi a causa della grandine sempre più impetuosa. Non sentivo più i chicchi sul mio corpo, ma non smettevo di contemplare quelli che vedevo intorno a me. Come essi potessero scontrarsi col terreno, con gli alberi, con la montagna stessa. La natura era disposta a tutto questo per fermarmi? Era disposta a farsi del male pur di conseguire il suo scopo? Fissai le nuvole, così alte nel cielo da potermi osservare attentamente e mi chiesi cosa avrei potuto vedere io se solo fossi salito su quei soffici cirri. Invidiavo in quel momento le formiche che vedevo muoversi in fondo al monte, prive di preoccupazioni, continuavano a vivere nella pianura spensierate, per loro probabilmente ero un pazzo ad aver intrapreso questo viaggio. Ma loro non potevano capirmi, nessuno poteva capirmi. La domanda che iniziai a pormi fu: perché non ero in grado di vivere così?… Ricominciai il mio cammino.

La strada divenne rocciosa mentre la grandine divenne improvvisamente una sottile pioggia fastidiosa. Pensai che le rocce fossero solide da scalare e fornissero quindi validi appoggi, ma le rocce erano piene di muschio, formatosi nel tempo, che ne aveva alterata la superficie;osservai le diverse sfumature cromatiche che il muschio assumeva a seconda della angolazioni da cui lo osservavo e non potevo negare che mi incuriosissero a tal punto da sembrare interessanti. Provai ad districarmi fra le rocce ma il muschio oltre ad essere appariscente aveva anche reso le rocce scivolose. Non potevo contare su nulla durante il mio viaggio. Quel viaggio, che mi portò ad abbandonare tutto ciò che avevo prima, a rinnegare tutte le amicizie, tutte le conoscenze che avevo accumulato negli anni. Mi fermai, iniziando a contemplare il vuoto del cielo che scorgevo all’orizzonte. Cercavo di carpire qualche risposta a quel cielo, risposte a domande che non sapevo porre. Speravo in un qualche chiarimento, ma il cielo restò muto. Decisi di riposarmi. Rimasi con gli occhi fissi verso la grandezza del cielo finchè il peso di quell’immensità sconosciuta socchiuse le mie palpebre.


Una Risposta to “Scalata”

  1. Ti hanno mai detto che potresti fare il filosofo?..anzi scrittore, così ho qualcosa di interessante da leggere =D !
    eh si che scalata, però sai la vita è così. C’è chi prende scorciatoie e c’è chi va per la via principale, affrontando consapevolmente gli ostacoli che incontrerà..non ho mai capito qual’è meglio.
    ” ..non potevo contare su nulla nel mio cammino”
    Non ho mai creduto pienamente nella fiducia altrui, o come dici te, da varie certezze , ma questo dipende dalle nostre esperienze!
    Complimenti per il finale. mi piace un casino!

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