Riflessione#3

Solo. E’ mezzanotte, dovrei andare a letto, domani ho una visita. A letto? No, a letto no! Dormire è un’arma a doppio taglio. Stare nel letto, rigirarsi, pensare. Non voglio pensare, nè voglio trovarmi dinanzi a me stesso, solo. Un falso specchio che non fa riflesso.
So che ci sei, ma non ti trovo…

Dove ?

“Credi nell’amore, se credi nell’altra persona, essa sarà vicino a te, pronta a cullarti”
Non mi ricordo di te, non ricordo la tua faccia: come faccio a credere in qualcosa che non ricordo? Ti immagino in ogni cosa che faccio, in ogni gesto che compio, in ogni profumo, in ogni alone; sfocata, non definita.

Perché non sei qui con me ? Perché mi hai abbandonato, solo con la compagnia di ombre senz’anima? Perché sei stata così crudele? Un bambino in fasce abbandonato dalla madre, o un nocchiere che ha perso la stella che lo guidava.

Bendato, non riesco a vedere nulla, tuttavia ecco due stelle; sembrano volermi guidare. Sento il loro calore, sento che l’amo, riamato. Sto forse cercando ciò che manca in te nell’immaginazione? Sto scappando dalla nuda realtà creando una chimera?
Ma queste stelle sembrano sempre più reali, si avvicinano, sembrano voler gridare la loro reale esistenza. Quel disperato grido sembra penetrarmi nel profondo, impetuoso nella sua voglia d’essere.

 

Gli occhi di una donna sanno essere dei fari nell’oscurità.

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