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Resoconto Pesaro.

Posted in Uncategorized on Dicembre 14, 2009 by skyinthesea
  1. La prima parte la dedico ad Andrea, un ragazzo di 25 anni che ho conosciuto appena arrivato in palestra. Era un tronco di legno, non gli avrei dato tanto all’inizio.
    Poi l’ho conosciuto meglio, abbiamo legato e ci siamo sostenuti a vicenda fino a ieri, quando ha avuto l’occasione di provare tutto ciò che avevo visto in lui, da amico recente: un cuore grande tanto quanto la sua voglia di far bene.
    Un anno passato a fare sacrifici, ad allenarsi, a prendere botte, è servito a dargli il risultato che merita: l’ORO.
    Sono colmo di felicità e di orgoglio verso questo amico che mi ha sostenuto in alcuni momenti bui e che mi ha sempre incoraggiato, da quando lo conosco, nei miei sogni.
    Grandissimo Andrea, ribadisco che sei la cintura Verde col cuore più grande che io conosca.
  2. La seconda parte la dedico a Valentino ed Eleonora.
    Sul primo c’è poco da dire… Era teso come una corda di violino… Senza motivo.
    Si è dimostrato un vero alieno nel combattimento, un mostro di scioltezza e tecnica. Assolutamente fenomenale. Due combattimenti uno più spettacolare dell’altro.
    Quanto ad Eleonora… “Riccia, nana, ciccia& brufoli!”(testuali parole) ma anche lei ha tirato fuori una grinta sovrumana. 3 punti negli ultimi 3 secondi d’incontro con un avversaria che guardava dall’alto in basso.  Si commenta da solo, no?
  3. La terza parte la dedico al mio istruttore, il super-uomo.
    Credo di dovergli la medaglia più di quanto io la debba a me stesso, nonostante per problemi tecnici l’abbia deluso.
    Spero non ricapiti più
  4. La quarta, la dedico alla mia esperienza.
    Grandiosa esperienza di vita, devo ammetterlo, ma pessima esperienza a livello di gara.
    All’arrivo, la voglia di combattere già si faceva sentire.
    Assolutamente privo di tensione o preoccupazione, non vedevo l’ora di salire sul tatami, e quando è arrivata l’ora… Si è trasformato in un incubo.
    Gli avversari non erano un gran ché, devo ammetterlo, e quello più temerario è stato il mio paradenti.
    Non lasciando passare aria, mi ha costretto ad incontri praticamente in apnea, utilizzando pause e qualsiasi mezzo pur di respirare -di tanto in tanto.
    Anche gli addetti alla crocerossa, lì per verificare che tutto fosse apposto, si son resi conto che ero diventato bianco cadaverico. Tuttavia, ho tenuto duro.
    Nell’incontro valido per l’oro, ho letteralmente sommerso di calci il mio avversario, pur essendo in apnea. Non sono riuscito a seguire i consigli del mio istruttore in quanto ero in debito d’ossigeno palese, e non riuscivo a fare le cose che mi venivano chieste.
    Alla fine, ho ricevuto un calcio da parte sua alla gola, già traumatizzata dalla carenza d’ossigeno. Sono finito a terra, conteggiato, ma all’ “8″ ho deciso che non avrei mollato.
    L’arbitro mi concede 40 secondi di recupero, trascorsi i quali mi porto al centro del tatami per finire l’incontro e… La vittoria viene assegnata a lui.
    I 40 secondi di recupero sono stati in realtà sottratti all’incontro con una pausa inesistente che quindi mi ha portato alla sconfitta per 8-7.
    Tristissimo epilogo di una tristissima gara dove non ho utilizzato nemmeno 1/10 dei calci che so fare.
    Dalla tribuna, gli amici mi hanno pure detto che 2-3 dei miei colpi palesemente andati a segno non sono stati assegnati. Ma questa, cari amici, è tutta un’altra storia.

Posted in Uncategorized on Dicembre 5, 2009 by skyinthesea

“Ma permettimi di sorridere un poco nello scoprirti già trepidante.
La donna che si riprometteva di scrivermi fino alla fine.”

E’ così, quasi.. Surreale.
Gela il vento.
Forse dovrei chiudere le finestre.

Lestat

NIHIL

Posted in Uncategorized on Dicembre 2, 2009 by skyinthesea

Ecco, ecco.
Una stanza vuota dalle pareti di bianco. Solo, esclusivamente, bianco.
In oriente, il bianco è il colore del lutto.
C’è un interruttore, sulla destra, con scritto “Disattiva”; è spostato su ON.

Tira vento in questa stanza. Non so da dove entri, ma è un vento tagliente che sferza sulle pareti come a volerle graffiare.
Graffi d’odio e di tristezza, graffi di grida e di silenzi. I silenzi, quelli sì, graffiano, e parlano il linguaggio delle foglie e del polline.
Il Vento, sembra tacere, ma la mia Luna, Selene, è sempre presente.
Armand, mi manca il nostro té.

Nihil.

Lestat

HORATIUS

Posted in Uncategorized on Ottobre 29, 2009 by skyinthesea

” Immortali, davanti a tutte, le nostre tradizioni. “

Il concetto di immortale è sempre stato presente nella psiche umana.
Quando si prese coscienza dell’inizio della vita, la domanda circa la sua fine divenne spontanea.
Ma questa mia riflessione non è certo dedicata a concetti trascendenti, bensì al loro esatto opposto.
Penso al colore dei Colori, al profumo d’arcobaleno e al rintocco dei sorrisi, al cigolare delle altalene ed all’acuto rumore prodotto dagli scivoli.

“Lo maggior don’ che Dio per sua larghezza fesse creando, e alla sua bontate più conformato, e quel ch’ei più apprezza fu della volontà la libertate, di che le creature intelligenti e tutte e sole furo e son dotate”

Vivere. Io vi incito a vivere.
Smetterla di essere preda di quelle che Napoleon Hill chiama le 6 paure fondamentali.
Paura di invecchiare, paura di morire, paura delle critiche, paura della povertà, paura della malattia, paura della debolezza…
Smettetela di pensare. Iniziate a riflettere.
Vivere all’ombra di sé stessi non piace a nessuno.
Solo che, non ci si rende nemmeno conto di farlo.
Quante cose non conoscete che potrebbero cambiarvi la vita?
Il cosiddetto Segreto, l’antico Huna, l’Identità del Sè tramite Ho’oponopono, la PNL, la fisica quantistica, il taoismo e tutta la filosofia Zen/Chan.
Tutte vi incitano ad una cosa.
Vivere, davvero.

Gli dei ci invidiano, perchè ogni momento, ogni attimo, potrebbe essere l’ultimo. Ed il più bello.”

Lasciatevi trasportare da ogni profumo. Lasciatevi dominare da ogni emozione.
Siate creatori della vostra vita.
Siete fatti per dominare, non per essere dominati; tanto meno essere dominati dal proprio Io.
Apprezzate ciò che avete ma voletene di più.
Rimpiangerete tutto ciò che non compiete, rimpiangerete ogni secondo sprecato.
E non sarà piacevole.
Dice il saggio professore, “succhiate il midollo della vita”.
E forse, il segreto è tutto qui.

“Forse il problema è che, per non ammettere di avere sbagliato tutte quelle volte, continuo ad errare.”

Lestat

 

Posted in Uncategorized on Ottobre 19, 2009 by skyinthesea

Stræordinærio quænto æ volte læ distænzæ di tempo rendæ æncoræ più incredibili ælcuni incontri.
Grazie, martial brothers.

E’ stupido dirlo così.
Ma ha un suo senso.

DæDæ

Mon Dieu

Posted in Uncategorized on Ottobre 18, 2009 by skyinthesea

“Dunque ami i libri”, stava dicendo zia Queen. Dovevo ascoltare.
“Oh, si”, rispose Lestat. “A volte sono l’unica cosa che mi mantiene vivo.”
“Che cosa strana da dire, alla tua età”, commentò lei, ridendo.
“Anche alla mia età ci si può benissimo sentire disperati, non crede? I giovani sono perennemente disperati”, dichiarò lui con franchezza. “I libri offrono una speranza, perchè tra le loro pagine si può spalancare un intero universo e in quel nuovo universo ci si può salvare.”

Lestat

T’it.

Posted in Uncategorized on Ottobre 10, 2009 by skyinthesea

Il pessimista vede il bicchiere mezzo vuoto. 
L’ottimista vede il bicchiere mezzo pieno. 
L’ingegnere si accorge che il bicchiere è troppo grande per la quantità d’acqua contenuta in esso.

NATALE

Posted in Uncategorized on Settembre 24, 2009 by skyinthesea

Ethan Brand, nel suo turbinio di ricerca, finì per estraniarsi.
Ethan Brand che non voleva mai arrendersi.
Le nuvole possono far male.
E’ bello pensare a quelle sfere natalizie.
Fissi quei personaggi col sorriso sulle labbra. Li ami ancor prima di conoscerli.
Ami la semplicità con cui sono se stessi, ami il modo in cui trovano sempre il loro spazio in quel mondo fatto di neve, case, giardini e aria stantia.
Inizi a parlare a quelle figure, le conosci e diventano le persone più importanti della tua vita. Ogni Natale ci parli, una per una, creandoti un mondo a parte con ogni singolo elemento. Un mondo in cui credi, in cui speri, che non entri mai nessuno. Sei il signore di quei piccoli mondi, assieme all’altro personaggio, e questo nessuno può togliertelo. Speri che quell’idillio – pardon, quegli idilli, non finiscano mai. Ogni personaggio ti regala la sua visione delle Nuvole, dell’Aria, di un abbraccio. Ti immagini come sarebbe abbracciarli -e con alcuni riesci persino a farlo!- Loro hanno fiducia in te, tu vieni da Fuori, dall’Esterno. Conosci il loro mondo, lo conosci perfettamente -credi di conoscerlo!- e conosci anche cosa c’è al di fuori di loro. Li aiuti a superare ogni ostacolo che si para davanti, amando ogni singolo respiro che essi emettono.
Ma poi.
Parole.
Non con te, ma fra di loro.
Un giorno, una notte passata in bianco, decidi di andare a parlare con uno di loro. Lo trovi indaffarato, è sorpreso di vederti! Non ti aspettava a quell’ora, né a quella stagione! Non era Natale; era il Marrone a dominare, uno sfacciato Marrone che sapeva d’autunno. E’ a parlare con un altro personaggio. E tu? Tu rimani lì ad ascoltarli. Non sono più i tuoi personaggi. Esistono anche senza di te, ed hanno una vita senza di te! E parlano di come è l’erba in quel periodo, di come profuma d’estate, del colore del cielo quando non nevica e del rumore del vetro quando taglia l’aria.
Non capisci, ci provi ma non ci riesci.
Cominci a piangere, disperatamente, senza alcun ritegno o spiegazione apparente. Vuoi solo sfogare ciò che hai dentro. Picchi sul vetro -li spaventi!-, cerchi di entrare nel loro mondo, ma tu non ne fai parte. E’ in quel momento che scatta la molla. Ti accorgi che tu sei Fuori, loro sono Dentro. I vostri mondi sono divisi. Ti accorgi di aver amato con tutto te stesso qualcosa che non potevi comprendere. Lo ami ancora di più, per questo!
Ma vorresti disperatamente essere considerato in quel preciso momento, hic et nunc.
Ti fai forte delle tue conoscenze, di ciò che sai dell’Esterno, e provi ad intavolare una conversazione che non va! In quel momento non è interessante. Non sempre ciò che sai è interessante per chi conosce la propria vita. Le lacrime graffiano ed urlano sul tuo viso, come tante piccole vite che gridano d’essere vissute. Ti rassegni, accarezzi le due persone che parlano tra loro. Almeno sentiranno il tuo calore, pensi, anche quando si dimenticano che esisti, quando vivono nel loro mondo.
Non puoi esistere in tutti i mondi, e questa è la lezione più dura che hai mai dovuto apprendere.
Ma tu non volevi essere in tutti i mondi. Tu volevi essere solamente il mondo di una persona, capirla profondamente e saper essere come lei.
Ma tu sei tu.
E quando cerchi di essere qualcun altro,  altro non compi che un’aberrazione per Madre Natura. Loro avranno sempre il tuo amore, il tuo calore,  la tua Anima -gliel’hai donata in cambio dei loro sorrisi! Ma tu, tu dovrai trovare un mondo che sia il tuo, con persone le cui mani non siano di resina.

Scatti d’inerzia in una notte insonne.
Le 3 in punto. Aspetto visite.
Vieni, ti aspetto a braccia aperte.
Meglio morto che solo

Lestat.

*

Posted in Uncategorized on Settembre 20, 2009 by skyinthesea

Voi, che dite di amare le sfide
Ma una sfida vera, voi
Non sapete nemmeno cos’è.

Lestat

[...]

Posted in Uncategorized on Settembre 13, 2009 by skyinthesea

“…Perché dipendere dagli altri? Possiamo risolverli da soli i nostri problemi. Ho vissuto fino ad ora senza aiuto. Ho mandato giù tutte le cose brutte e ho tirato avanti fino ad oggi da solo. Quando ero bambino non potevo fare niente da solo. Mi sono dovuto fidare della gente. Esisto perché altre persone sono esistite prima di me. Ma io vivo bene da solo… I mezzi per cavarmela ce li ho e non sono più un bambino… È una bugia, non capisco niente! Sono così confuso… Vorrei non aver bisogno di nessuno. Ma come potrei mai riuscirci? Ditemelo… … Ditemelo! Vuol dire che forse anch’io ho bisogno di qualcuno?”

Già, chissà?

Lestat