Il mondo sottostà ad un’immaginaria schiavitù, coniata dalla sua necessità di essere comandata e di avere un punto di riferimento morale e pratico.
Al momento, circa l’1 % della popolazione detiene il 96 % delle risorse/ricchezze presenti.
Il cittadino di una società opulenta, riesce mediamente a concedersi un’esistenza quantomeno decente, per non dire soddisfacente, in molti casi.
Tuttavia, è questo ciò che necessitiamo, o è questo ciò che vogliamo?
La volontà di avere si è a tal punto condizionata da restringere i naturali orizzonti psico-fisici di libertà e potenza, nel senso etimologico del termine
L’uomo non vuole ciò che necessita, vuole ciò che vuole.
E non vuole ciò che vuole volere.
Siamo tutti sottomessi ad un regime creato dalle istituzioni, dai mass-media.
L’eterna volontà dell’oltre si è andata via via affievolendo, rendendo l’istinto di conservazione l’unico a perdurare.
Perché?
Siamo uomini. Tutti uguali.
Chi più dotato, chi meno.
Sottostiamo ad altri uomini eletti da noi, in una spirale che termina nei vertici, o negli abissi, della società.
In sostanza, l’automa par excellence è l’Homo Sapiens.
L’unico automa che è però riuscito a sottostare a sé stesso. Non ad un immaginario creatore.
Ci siamo dati un’organizzazione auto-limitante che ci ha preso la mano. Abbiamo finito per assoggettarci a canoni da noi stessi dettati.
E quando l’umanità prenderà coscienza di essere non altro che un enorme liberto, forse sarà troppo tardi.
Le armi.
Le armi sono ciò che limita le masse.
Le armi.