Archivio per Agosto, 2008

Quando un amore finisce

Posted in Uncategorized on Agosto 26, 2008 by skyinthesea

No.
Forse non finisce.
No.
Non finisce.

Sapevo che mi avrebbe distrutto.
L’adoravo perchè avrebbe potuto farlo.
E così è stato.

Ho guardato le mie mani e ho visto solo polvere e lacrime.
Sangue dalle mie ferite.
Il cuore è spezzato.

Ma l’amore è più grande di ogni fallimento.
Più importante. Anche della sua stessa fine.

Perchè, forse, non c’è fine.
Non ci sono più gli amanti.

Non ci sono più i suoi occhi grandi e celesti.
Non ci sono più le sue mani dolci.
Non ci sono più i suoi capelli color mogano.

Manca il suo sorriso, manca la sua voce.
I baci, le ferite, il sangue.
Manca.

Ma l’amore resta.
L’amore per ciò che è, per ciò che è stato.
Forse, per ciò che sarà ancora.
L’amore per il tempo trascorso a parlare o semplicemente a stare in silenzio.

Sentivo la mia vita scorrermi tra le mani, come il vento e la sabbia.
Ho voluto andarmene perchè il dolore soffocava qualunque pensiero.
Quando sono tornato era troppo tardi.
Il mio splendido e capriccioso amante era sparito.

Sono tornato nel mio eremo Londinese.
E avrei solo voluto sparire.

La paura di avere amato troppo.
La paura di non essere stato amato mai.

Ed eccomi.
Sono il Vampiro di sempre.
Pronto per un’altro giro di ruota.
Una nuova commedia, una nuova città.

Lestat.

Da una persona che amo

Posted in Uncategorized on Agosto 26, 2008 by skyinthesea
” Il tempo è tempo.
I minuti, i giorni e le ore.
Ed essere soli, in ogni istante.
Noi e voi.
Soli.
Ma quello che questi momenti significano, forse, è diverso.
Per voi attimi preziosi di vita.
Per noi, semplice esistenza.
Esistere e vivere.
E potrebbe essere la morte a dare uno scopo alla vita.
Ad accentuarne l’accecante unicità.
Potrebbe.

Ma, per alcuni mortali, nulla ha significato.
Non è una questione di borse della spesa e figli da accudire e piatti da lavare e notti insonni e lavoro e soldi.
E’ qualcosa che non si prova.
Soprattutto qualcosa che non manca.
Manca e non fa nessuna differenza.
Forse non si cerca neanche la morte.
Semplicemente non c’è più niente.

A volte vedete in me solo un giovane bellissimo ragazzo.
Mi sorridete.
Volete i miei capelli biondi, i miei occhi azzurri.
Forse sono solo diventato troppo bravo a fingere di non essere la morte, che poi, in realtà, sono.

A volte, invece, me lo leggete negli occhi.
Sento il respiro farsi veloce, il sangue battere più in fretta.
E capite.
Non è, forse, un pensiero coerente. Ma chiaro.
Ed è in quel momento, quel preciso momento, che non potete più fare a meno di volere ciò che posso darvi.
Estarsi. Conoscenza.
E morte.

Però no.
Contatto? Forse.
Intimità? Forse.
Forse, in quel sublime istante, volete donarmi tutti voi stessi.
Ma no.
Nessun CONFRONTO.

Io rubo.
Carpisco come un ladro le vostre emozioni.
Me ne vado, con la vostra vita in mano, sazio di quello che eravate.
Ma voi, cosa potete avere da me?
Estasi? Passione?
Ma io chi sono?
Cosa sono per voi?

Sento i vostri pensieri, sento l’amore.
Ma è solo per la magia del bacio.
Solo per l’incanto del sangue.
Io baro.

No, non c’è confronto. “

Lestat

Vampiro

Posted in Uncategorized on Agosto 25, 2008 by skyinthesea

Il Vampiro
“Tu che t’insinuasti come una lama
Nel mio cuore gemente; tu che forte
Come un branco di demoni venisti
A fare folle e ornata, del mio spirito
Umiliato il tuo letto e il regno-infame
A cui, come il forzato alla catena,
Sono legato: come alla bottiglia
L’ubriacone; come alla carogna
I vermi; come al gioco l’ostinato
Giocatore – che sia maledetta.
Ho chiesto alla fulminea spada, allora,
Di conquistare la mia libertà;
Ed il veleno perfido ho pregato
Di soccorrer me vile. Ahimè, la spada
Ed il veleno, pieni di disprezzo,
M’han detto: ” Non sei degno che alla tua
Schiavitù maledetta ti si tolga,
Imbecille! – una volta liberato
Dal suo dominio, per i nostri sforzi,
tu faresti rivivere il cadaver
del tuo vampiro, con i baci tuoi!”

Baudelaire



IL VAMPIRO

Come una coltellata tu che a me
entrasti nel pavido cuore;
che forte come una mandra
di diavoli, folle e agghindata,
del mio spirito umiliato
hai fatto il tuo letto e il tuo regno
infame che a te mi leghi
come il forzato alla catena
al gioco il giocatore incarognito,
l’ubriacone alla battaglia,
la carogna con i vermi
maledizione a te, maledizione!

La mia rapida spada ho pregato
di darmi la libertà
ho domandato al perfido veleno
soccorso alla mia viltà

Ahimè! spada e veleno
mi hanno risposto con sdegno:
“Non meriti d’esser tolto
alla tua triste schiavitù;

se anche del tuo potere
ti liberassimo, idiota!
il cadavere del tuo vampiro,
resusciterebbe ai tuoi baci.

C. Baudelaire

Amicizia

Posted in Riflessioni on Agosto 1, 2008 by skyinthesea

” L’amicizia è utopia.

Tutto è dettato da due cose: l’edonè e l’egoismo; il piacere e l’egoismo. Fin da bambini per istinto cerchiamo di socializzare con il “più bravo”, della classe, nel gioco, con il più popolare. Ciò che vogliamo, tuttavia, consciamente o meno, è il guadagno a posteriori che possiamo trarre da quel rapporto. In sintesi, usiamo e gettiamo le persone quando non ci sono più utili.

L’unica “amicizia” che forse può esiste per un determinato periodo di tempo (periodo in cui usufruiamo delle doti dell’ ”amico”) è quando c’è una condivisione, condivisione ambienti, interessi o altro: lo chiamo rapporto “paritario” quando due persone si scambiano informazioni ed altro è la famigerata”amicizia” disinteressata,l’unica veramente”esistente”. Quest’ultima spesso si “rompe” a causa della condivisione che viene a mancare, del cambio di interessi di ambienti e così via. E qui riparte il ciclo vizioso “morto un papa se ne fa un altro”.

Certamente tutto questo risulta, agli occhi di colui che ancora riconosce la morale, detestabile o quantomeno sconcertante poiché sta agli antipodi dell’etica. Le cause potrebbero essere molteplici: dal consumismo, alla religione.

Per essere pratici, tutti avete presente la famosa frase, “fatta” peraltro, “Ci sentiamo dai!” che diciamo ad un “amico” che siamo sicuri di non rivedere più: lì il distacco, l’inizio del distacco per meglio dire. Magari lo sentiremo nei primi periodi, parlando di banalità, ma non avendo più niente in comune, non c’è più guadagno.

Continuo a dire,che la cosa è orrenda, ma ad ogni modo rappresenta una “verità”, soggettiva indubbiamente, in quanto ognuno la vede come vuole, e vede ciò che vuole vedere.

Per concludere, noi proviamo e abbiamo sentimenti che ci legano alle persone che noi chiamiamo “amici”, solo che verranno sempre e comunque consumati, questi sentimenti, che lo si voglia o no. “