C’è un tempo per amare, un tempo per soffrire, un tempo per imparare, e lentamente crescere: soli.
Sì sì, molte volte capita; la tipica ribellione ai genitori: normalissimo. Dicono.
Iniziai a chiedermi, perchè lo fanno?
Le spiegazioni potrebbero essere molteplici: affetto, protettivismo, ansia, etc.
Ma tutto ciò non regge, semplicemente. Non regge affatto. Non è una spiegazione plausibile per una vita di clandestinità. Perchè non posso vivere ciò che adoro? Perchè devo essere sempre nascosto? Perchè guardandomi allo specchio debbo immaginarmi incappucciato? Perchè … ?
E’ da quando ho 12 anni che la storia va avanti. Sono sempre stato portato per ciò che amavo, eppure ho sempre dovuto nascondermi. Breakdance, skateboard, calcio ed ora tricking. Una vita passata a nascondere ciò che si ama, una vita non vissuta.
“Hai avuto ottimi risultati!!!!” “Sei stato bravissimo!” “Coraggio, NON ARRENDERTI!”
Ah… Quante volte ho sognato di sentirmi dire queste cose. Eppure non sono mai arrivate. E mi ci sono dovuto abituare. Non essere apprezzato per i risultati che ho sempre avuto; essere criticato per le poche volte che ho sbagliato in ambiti a me pressochè estranei; essere totalmente abbandonato nei momenti di tristezza… Questa è stata la mia formazione. Non mi dispiace più di tanto, è stato così. Inutile piangere sul latte versato.
Inutile davvero.
Ma ogni volta che una nuova briciola di sale cade sulla ferita, il dolore è lancinante più che mai.
E quanto fa male guardare al futuro che non avrò mai, quanto dolore, quante lacrime… Perchè non ho fatto ciò che amavo.
Divertente vero?